Perchè educare il proprio cane?

Perchè educare il proprio cane? Oggi educare il proprio cane non è solo un vezzo. i nostri amici ci seguono ormai dappertutto: in vacanza, al parco e in città. Diventa perciò fondamentale che lui sia affidabile in ogni circostanza e che noi sappiamo gestirlo sempre con sicurezza.

Cominciamo da casa! Educare il proprio cane non vuol dire solo portarlo un’ora alla settimana al campo di addestramento. Certo questo non deve mancare, ma il primo lavoro, forse il più importante va fatto a casa, meglio se con la consulenza di un bravo e qualificato educatore cinofilo. Si comincia dall’impostazione della corretta “leadership”, una parola grossa che significa semplicemente aiutare il nostro amico, attraverso una serie di precisi rituali, ad assumere il suo giusto ruolo all’interno della famiglia.

Dovete sapere che il cane ha sempre bisogno di un leader, ovvero di un buon capo, e se questa figura in casa non c’è, ecco che spesso ci prova lui a farlo e lo farà alla sua maniera, da cane, ovviamente con risultati disastrosi per tutta la famiglia. Meglio intervenire fin da subito, cominciando con quello che definisco “il primo giorno di scuola della prima elementare del cane”: il rito alimentare. Avete mai visto in Tv un documentario sui lupi? Quando escono per la caccia e prendono la loro preda, i primi a cibarsi sono sempre i capi-branco, solitamente un maschio e la sua femmina. Una volta che loro hanno mangiato anche gli altri elementi del branco, a turno, possono nutrirsi.

I lupi sono i “bisnonni” di tutti i cani, anche del vostro che magari state accarezzando mentre leggete questo articolo, e anche il vostro cane capisce per istinto questa regola: chi mangia per primo conta di più! Quindi anche a casa facciamo così: prima mangiate voi, non dategli niente da tavola, poi toccherà a lui. Preparate quindi la sua ciotola e dategliela solo dopo aver sparecchiato la tavola, se poi riuscite anche a metterlo seduto o a terra prima di farlo mangiare, siete proprio a cavallo (anche se si tratta di un cane…).

Missione impossibile? Forse nei primi giorni vi sembrerà così, ma ricordatevi che i cani sono dei grandissimi abitudinari e una volta che avarà capito cosa fare per avere la pappa, vedrete che attiverà spontaneamente tutto questo rituale. Aiutatelo, soprattutto nelle prime settimane, rispettando il più possibile gli orari dei suoi pasti, la sua proverbiale abitudinarietà farà sì che questa prima e fondamentale regola venga appresa in tempi relativamente brevi (i cani non sono tutti uguali e non sono prodotti in serie. Ognuno, anche a seconda della razza, dell’età e del carattere, ha i suoi tempi per assimilare le cose!).

Ancora un consiglio: lasciategli la ciotola per circa mezz’ora poi ritiratela, anche se non dovesse aver mangiato, riproponendogliela soltanto al prossimo pasto (se non ci sono particolari disturbi di salute in corso vale la regola “cane che non mangia, mangiò o mangerà”), e per tranquillizzare tutti vi basti sapere che nella mia esperienza di educatore cinofilo non ho mai visto un cane deperire durante l’apprendimento di questa regola! Ecco quindi i trucchi per impostare al meglio il rito alimentare se il vostro cane vi disturba mentre siete a tavola non date attenzione alla cosa, ignoratelo e giratevi dall’altra parte finchè non cede. Non spingetelo via e non rivolgetegli nessuna parola. Se è abituato da mesi (o anche anni…) a ricevere cibo e attenzioni da tavola, potete inscenare durante la giornata dei finti pasti che vi serviranno da allenamento: mettete qualcosa di goloso in tavola e sotto con l’esercizio di ignorarlo mentre spende le sue energie in richieste continue.

Ricordate questo semplice concetto: chi la dura la vince e il primo che cede ha perso! Potete continuare a dargli qualcosa del vostro pasto. Mettete però il boccone da parte e dateglielo solo dopo che vi siete alzati da tavola, magari dietro l’esecuzione del comando “seduto” E se il vostro cane vive in giardino e non assiste ai vostri pasti o se una sera uscite per una pizza? E’ molto semplice: prima di dargli la sua pappa fatevi vedere mentre mangiate qualcosa, anche semplicemente un cracker o un frutto. Vi siete comunque cibati prima di lui!

E come riconoscere un bravo educatore cinofilo? Un bravo educatore innanzitutto deve essere qualificato. Ci sono diversi enti che riconoscono questa figura: ad esempio Csen, Fisc, Apnecc, Ficss, anche la sezione provinciale di Enpa Bergamo, e sui loro siti internet ne trovate i nominativi. Normalmente almeno il primo incontro viene svolto a domicilio per prendere contatto correttamente con voi e il vostro cane: il percorso di educazione parte sempre dalle regole e dall’impostazione della leadership non vi insegnerà solo dei comandi, ma anche a comunicare correttamente con il vostro cane, ad interpretare i suoi segnali e a gestire nel migliore dei modi anche i momenti di svago come ad esempio il gioco o la passeggiata.

Non costringerà mai con la forza il vostro cane a fare qualcosa a tutti i costi, ma vi insegnerà anche a capire e rispettare gli eventuali limiti del vostro cane non utilizzerà mai strumenti di lavoro coercitivi come collari a strangolo o altre diavolerie peggiori. In caso di gravi problemi comportamentali come iperfobie o aggressività collaborerà con un medico veterinario comportamentalista e non cercherà di fare tutto da solo!